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Il bendaggio funzionale

Domanda:

Sono stato sottoposto a bendaggio, purtroppo ho necessità di movimento. Esiste una pratica differente?

Risposta:

Bendaggio funzionale

Bendaggio funzionale

La premessa da fare è che se anche tu sei stato un paziente portatore di un bendaggio tradizionale ti sarai sicuramente trovato di fronte a un senso di inutilità che spesso deriva da tale pratica, avvertendo forse che il beneficio di quel bendaggio c’era, sì, ma solo per poche ore, a meno di non restare completamente immobili.

Ebbene, proprio per far fronte all’ esigenza di ottenere un bendaggio stabile nel tempo, anche rispetto a un utilizzo dinamico, col tempo la ricerca ha sviluppato tecniche e materiali adatti allo scopo.

Furono soprattutto le scuole olandesi e italiane a sviluppare l’attuale concetto di bendaggio funzionale: si tratta di una tecnica di immobilizzazione articolare parziale che, di norma, riduce i tempi di guarigione e rieducazione motoria rispetto alle tecniche di immobilizzazione tradizionali. L’articolazione viene bloccata e messa in scarico solo riguardo la direzione di movimento compromessa. L’obiettivo fondamentale dell’uso di tale tecnica è di proteggere l’unità motoria e/o le strutture capsulo-legamentose lesionate salvaguardando la libertà funzionale delle strutture sane non coinvolte nell’evento traumatico. Tale bendaggio può essere utilizzato per scopi preventivi, terapeutici o riabilitativi.

Trattandosi di un sistema di contenzione dinamica (consente di svolgere le consuete attività quotidiane), il bendaggio funzionale favorisce la ripresa della coordinazione motoria e della vigilanza propriocettiva.  Grazie a tale metodica è quindi possibile accelerare il reinserimento nell’attività di vita quotidiana o lavorativa, e non a caso risulta particolarmente utilizzata nel settore sportivo. Nella pratica applicativa è necessario conoscere il movimento che ci interessa limitare (es. inversione nella caviglia) e soprattutto su quale piano avviene. Pertanto, per una perfetta efficacia del bendaggio, è fondamentale l’abilità tecnica dell’operatore che deve avere un’ottima conoscenza dell’anatomia e della biomeccanica.

L’applicazione del bendaggio funzionale avviene mediante specifiche bende adesive, di varie misure (6-10 cm) sia inestensibili che con diversi gradi e direzioni di estensibilità, in modalità intrecciata, a palizzata, a ventaglio, a farfalla ecc., a seconda degli specifici casi. Viene utilizzato materiale adesivo ipoallergenico, per evitare reazioni cutanee locali e dotato di buona adesività in quanto lo stretto rapporto fra cute e benda è fondamentale per la validità e la tenuta del bendaggio nel tempo.