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Sindrome del tunnel carpale

Domanda:

Quali trattamenti fisioterapici consigliate per la sindrome del tunnel carpale?

Risposta:

Se in un determinato periodo della vostra vita (ma ci auguriamo che non accada mai!) doveste iniziare a provare fastidiose sensazioni di formicolio alla mano, di notte più forti che di giorno, associate a dolore, intorpidimento, mancanza di forza e coordinazione dell’arto, beh, è decisamente il caso di farsi visitare al più presto da uno specialista della mano perché purtroppo potreste soffrire della sindrome del tunnel carpale. Si tratta di una delle neuropatie (ossia di uno stadio di sofferenza dei nervi periferici) più frequenti del corpo umano che può colpire tutti, ma è molto concentrata nelle donna dai 40 ai 60 anni, negli operai che, ad esempio, fanno uso del martello pneumatico, negli sportivi come i tennisti, e in generale in chi esegue lavori in modo costante e ripetitivo con le mani, per esempio persone che usano molto mouse e tastiera, assumendo magari posizioni errate per la mano per lungo tempo. Degno di nota anche il fattore dell’ereditarietà.

Sindrome del tunnel carpale

Sindrome del tunnel carpale

Per poter comprendere al meglio tale sindrome, però, vediamo innanzitutto cos’è il tunnel carpale: si tratta di un canale osteo-fibroso dalla forma ovale posizionato sul carpo (o più comunemente, sul polso) che permette il passaggio a varie strutture su un’articolazione molto mobile. Le sue pareti e il “pavimento” sono composte dalle ossa del carpo, mentre la parte superiore (il “tetto”) si compone di un legamento definito trasverso palmare del carpo. Il tunnel ha una funzione fondamentale in quanto al suo interno passano rispettivamente: i tendini (nove in tutto) che dal braccio vanno alle dita permettendo la flessione; arterie e vene che fanno fluire il sangue ai muscoli della mano; il nervo mediano, che comanda parte dei muscoli della mano e governa la sensibilità di parte del palmo.

Fin qui è stata descritta l’anatomia del tunnel, ma cosa avviene, allora, in presenza della sindrome? In questo spiacevole caso accade che i tessuti circostanti i tendini flessori della mano si gonfino, determinando una compressione sul nervo mediano. Tale gonfiore non fa altro che restringere lo spazio confinato del tunnel carpale, determinando, nel tempo, una sofferenza del nervo a causa proprio della compressione. Occorre sottolineare che la normale funzione del nervo dipende proprio dalla capacità di quest’ultimo di scorrere senza costrizioni o pressioni localizzate, mentre invece un nervo compresso/strozzato, come in questo caso, non riuscirà a trasportare bene i segnali sia dalla mano verso il cervello che in direzione opposta. Ecco spiegati i sintomi di cui soffrono i pazienti affetti da tale sindrome: parestesie (i classici formicolii), allodinie (abbassamento della soglia del dolore, tanto che il solo sfiorare le dita può provocare dolore), ipoestesia (deficit di sensibilità). In situazioni ancor più gravi, cioè quando i segnali non passano proprio più, avremo anestesia e paralisi, con quest’ultima a significare che il cervello non ha più alcun comando sulla mano.

Come porre rimedio a una situazione di questo tipo? Partendo dall’ultimo caso, il più grave, sarà necessario ricorrere a un intervento chirurgico, in quanto il rischio di morte del nervo è reale: l’operazione consiste nel taglio del legamento trasverso del carpo, in modo da liberare il nervo mediano dalla compressione. Nei casi curati per tempo, al contrario, può essere sufficiente il trattamento conservativo che si è dimostrato perfino più efficace in termini di sicurezza. La fisioterapia è fondamentale, grazie alle tecniche di terapia manuale (mobilizzazioni in trazione per dare “respiro” al canale, massoterapia), di mezzi fisici (laserterapia, ipertermia, tecarterapia, elettroterapia e ultrasuoni hanno tutte lo scopo di ridurre il dolore e controllare lo stato infiammatorio) e di esercizi terapeutici nel momento in cui il quadro sintomatico inizia ad attenuarsi.