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La Magnetoterapia

Domanda:

Salve, vorrei avere informazioni riguardo la Magnetoterapia.

Risposta:

In Cina già nel 200 a.C. ebbero inizio le prime applicazioni terapeutiche legate ai magneti: negli scritti di quell’ epoca si legge infatti che i metalli magnetizzati possiedono un gran valore curativo nativo e che si usavano per alleviare i reumatismi e le infiammazioni articolari. In Europa, lo studio delle onde magnetiche e l’azione di queste sulle cellule dell’organismo risale invece al XVI secolo grazie al medico-alchimista svizzero Paracelso. In seguito, l’azione delle onde magnetiche sulle cellule dell’organismo è stata osservata al microscopio elettronico nel ‘900 e ha cominciato a essere praticata negli ambulatori di fisioterapia dagli anni ‘70.

Oggi, la magnetoterapia rappresenta una delle terapie più utilizzate per trattare problemi di varia natura sia post traumatici che cronici.

Il meccanismo di base è piuttosto semplice e si avvale dell’uso di onde che interagiscono con i tessuti interessati da una problematica algica, ristabilendo il loro normale equilibrio chimico.

Magnetoterapia

Magnetoterapia

Più precisamente, si parte dalla nozione di base che le cellule del nostro organismo hanno una carica elettrica naturale, dovuta alla presenza di atomi con una certa carica (es. ioni calcio, ioni potassio ecc.)  e ogni cellula del corpo non è altro che il risultato della differenza di potenziale fuori e dentro la sua membrana cellulare, che a riposo oscilla tra -60 e -75 mV, con leggere variazioni da cellula a cellula. Durante un evento infiammatorio di qualsiasi natura (patologie, invecchiamento, infiammazione ecc.), la cellula perde carica elettrica e diminuisce questa differenza di potenziale. A rimettere a posto questa situazione di squilibrio ci pensano proprio gli impulsi elettromagnetici che “riassettano” la biochimica, curando l’infiammazione e anche il dolore.

Il processo messo in atto dal macchinario usato nella magnetoterapia consiste quindi in una ripolarizzazione della membrana cellulare dei tessuti lesi o infiammati, ristabilendo la normale differenza di potenziale delle cellule. Esso agisce in modo tale da favorire la rigenerazione dell’osso stesso (osteogenesi) ed è quindi molto utile in caso di patologie dell’osso come l’osteoporosi. Va anche ricordato che le onde sono non-ionizzanti: anche se esercitano un’azione fisica su organi e tessuti, non vengono assorbite.

Si distinguono tre tipi diversi di magnetoterapia: statica, a bassa frequenza e ad alta frequenza.

Mentre i primi due tipi agiscono sulla struttura ossea e muscolo tendinea, il terzo tipo usa le onde radio e va ad agire sugli organi interni.

I principali benefici della magnetoterapia si possono riassumere in:

  • Miglioramento della rigenerazione ossea
  • Contrasto alla degenerazione cartilaginea
  • Trattamenti terapeutici e preventivi
  • Effetto antinfiammatorio
  • Effetto antiedemico
  • Miglioramento della microcircolazione
  • Effetto biostimolante sulle cellule

 

Controindicazioni

Le controindicazioni non sono molte: tra queste, la presenza di stimolatori cardiaci o pace-maker, essere in stato di gravidanza o soffrire di patologie infettive (da valutare caso per caso) e di riconosciute patologie tumorali. Al contrario, protesi all’anca o al ginocchio, chiodi o altri tipi di ausili non la rendono pressoché mai controindicata.