fbpx

Tendinosi

Domanda:

A cosa può portare un eccessivo uso del tendine?

Risposta:

Che cosa accade quando nel nostro corpo, per vari motivi, si presenta un uso eccessivo e logorante del tendine, tale da portarlo alla degenerazione?

Si tratta certamente di un problema di notevole rilievo, poiché si genera una condizione cronica dovuta proprio al processo di degenerazione del tendine che viene definito come tendinosi.

Innanzitutto, ricordiamo brevemente che i tendini sono quelle strutture fondamentali del nostro corpo in tessuto fibroso (abbastanza simili a delle corde dure) che collegano i muscoli all’apparato scheletrico. Il tessuto tendineo è composto da fibre di collagene molto resistenti perché devono sopportare il peso del muscolo, e sono anche molto adattabili a seconda del carico che devono sostenere. Per contro, all’interno dei tendini, la vascolarizzazione che permette l’afflusso di sangue è molto limitata e questo ha come conseguenza i lunghi tempi di riparazione nel caso in cui ci fosse un danneggiamento o una rottura delle cellule.

tendinosi

La condizione della tendinosi si lega a quest’ultimo concetto: si tratta di qualcosa di simile ma non uguale alla tendinite, nonostante i due concetti vengano spesso e impropriamente sovrapposti. La differenza, infatti, esiste e risiede nel fatto che la tendinosi non è un’infiammazione, bensì una degenerazione delle fibre tendinee, ossia delle strutture che circondano il tendine, con sintomi quali dolore, gonfiore e disabilità. Per intenderci, nel caso di tendinosi, se si guardasse al microscopio sarebbe possibile osservare alterazioni della struttura del tendine causate da degenerazione del collagene che, oltre a provocare delle lesioni, rende il tendine più spesso e meno flessibile.

Come già si è visto in passato, i tendini più colpiti sono quelli in corrispondenza delle principali articolazioni: spalla, caviglia, anca, rotula, gomito. 

Pertanto, nel caso in cui si sospetti una tendinosi, o più in generale una tendinopatia, è bene farsi visitare quanto prima da un medico specialista che potrà fare una diagnosi, ricordando anche che alcune patologie (ad esempio: artrite, artrosi, malattie del metabolismo e/o tiroide ecc.) possono purtroppo favorire questa condizione. 

Curare la tendinosi è assolutamente possibile, sia chiaro, ma ci vuole pazienza perché i tempi possono non essere brevi: i tendini, infatti, impiegano del tempo per guarire, ma possiamo oggi contare su dei trattamenti che accelerano i processi di guarigione

Di norma, il primo trattamento proposto è quello conservativo: dopo un iniziale periodo di riposo per non sottoporre a ulteriore stress il tendine danneggiato, si può iniziare con esercizi di stretching con l’obiettivo di migliorare l’elasticità del tendine e favorire la circolazione del sangue; dopodiché, è possibile proseguire con esercizi mirati di rinforzo del muscolo connesso al tendine in questione (es. esercizi eccentrici); i massaggi sull’area interessata sono anch’essi di aiuto per favorire la circolazione sanguigna, così come lo può essere l’utilizzo di bendaggi a protezione del tendine da ulteriori lesioni. A seconda della situazione clinica del paziente, poi, potrebbe essere suggerito il ricorso agli ultrasuoni, alla tecarterapia, al kinesiotaping e/o alla kinesiterapia, ma per queste indicazioni è sempre bene ascoltare i consigli del proprio fisioterapista.